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Rubrica Angolo del Trader

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3.7.08 - 09:54

Pronti a chiudere i battenti...

Dall'America, dove si sono alzate voci di una possibile bancarotta di General Motors, l'eco di difficoltà industriali giunge fino in Europa e più precisamente in Italia, dove non è solo il mercato delle quattro ruote a frenare di fronte a questa crisi finanziaria ed economica. Sono sempre più numerose le realtà industriali italiane che dichiarano difficoltà e sono costrette a chiudere i battenti.

Oltreoceano risuona ancora con paura l'avvertimento lanciato da Merrill Lynch: bancarotta per Gm! Secondo la banca d'affari, il colosso automobilistico sarà costretta a un aumento di capitale molto superiore alle attese e la richiesta di amministrazione controllata non è certo da escludere, soprattutto se il mercato continuerà a rallentare. Merrill prevede perdite anche per l'anno a venire e stima che il titolo possa scendere nel giro di un anno sotto i 7 dollari. Ieri, l'azione Gm è scivolata a 9,98 dollaro con un tonfo del 15%.

Non se la sta passando proprio bene nemmeno la nostrana Fiat, anche se ieri è riuscita ad accelerare a Piazza Affari. Nonostante la buona tenuta rispetto alle concorrenti, rimane per il Lingotto il problema dei deboli dati sulle vendite a giugno e nel primo semestre 2008. Per correre ai ripari, Torino ha annunciato la Cassa integrazione di quattro giorni per Melfi e lo stop di tre settimane a Termini Imerese, per formazione.

Ma al di là del settore dell'auto, l'eco di fallimento si fa più acuto in terra italiana. Secondo i dati raccolti dall'osservatorio Cgil, nel primo semestre dell'anno sono state 782 le imprese che hanno chiesto la cassa integrazione contro le 669 dello stesso periodo 2007. Da Elettrolux a Merloni fino a Nicoletti. Una situazione che riflette con chiarezza la congiuntura economica, con una crescita ferma allo 0,1% e un'inflazione a un soffio dal 4%. Senza contare l'effetto petrolio, che ieri ha toccato un nuovo record storico a 144 dollari al barile.

Buon trading da Hakuna

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